Uno Stato imbelle che cede alla piazza

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Ma dove sta scritto che la Capitale d’Italia debba subire, tacita e mortificata,  quattro manifestazioni, alcune delle quali ad alto rischio, nell’arco della stessa giornata? Cosa impedisce ad un Prefetto, ad un Questore ed ad un Ministro dell’Interno, di impedire quelle manifestazioni, preservando poliziotti, carabinieri, forze dell’ordine varie, dal rischio di essere trasformati in carne da macello, nel nome di una abusata concezione di democrazia. Che senso ha mobilitare tremila uomini in tenuta antisommossa per fare da argine alla furia devastante di antagonisti, centri sociali e violenti di professione che come è accaduto nei giorni scorsi a Piacenza, Torino e Milano, tutto sono tranne che i difensori della democrazia, di quella democrazia in cui oggi come quarant’anni fa, non hanno alcun interesse a riconoscersi e tantomeno ad identificarsi. Uno Stato che subisce la violenza è uno Stato imbelle che anzichè salvaguardare la maggioranza silenziosa della sua gente finisce per farsi complice proprio di quella violenza anche se decide di mobilitare in forze carabinieri e poliziotti sottraendoli colpevolmente ad un controllo più capillare del territorio, in chiave soprattutto di antiterrorismo. L’episodio del carabiniere massacrato di botte a Piacenza, che è costato il trasferimento lampo al questore della città, è a dir poco allarmante. Esso dimostra l’incapacità di fare servizio pubblico da parte dello Stato, e conseguentemente del Viminale; di programmare, in chiave di salvaguardia per i suoi uomini, una semplice manifestazione che, proprio per l’accertata presenza di infiltrati, avrebbe dovuto essere gestita in ben altro modo! A meno che tutto questo non sia delittuosamente voluto. Chi scrive è figlio e nipote di poliziotti e ricorda ancor oggi nitidamente, seppur allora fosse poco più di un bambino, quanta fatica, facesse mio padre, giovane commissario impegnato in Sicilia, nella lotta al banditismo, per convincere i suoi “capi” lontani ed al sicuro, che  pattugliare le strade di Trapani,Mazara del Vallo, Partinico, alla testa dei suoi uomini ed armato, era il solo modo per far comprendere a quelle città ed alla rispettive genti, che lo Stato c’era ed avrebbe fatto sino in fondo la sua parte!

Romano Tripodi



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