Come la comunità di Capo d’ORLANDO

sconfisse la mafia, ma la guardia non va mai abbassata

Capo d’Orlando-Con “Pagine di vita”, il bene ed il male, Editore Armenio, Daniela Trifilò, ci racconta, con un linguaggio semplice che diventa a tratti poetico, ma che brilla per la sua caoacità descrittiva di personaggi, fatti e luoghi come un ameno paese, la sua Capo d’Orlando si trovi improvvisamente, all’inizio degli anni Novanta, vittima della mafia e dei suoi biechi interessi. La malavita organizzata intuisce che la ricchezza di quel turismo sano, frutto di un’imprenditoria onesta e soprattutto di tanti sacrifici familiari possa diventare il “tesoro” cui attingere a piene mani e sprattutto senza faticare. Alle prime estorsioni, si susseguono minacce sempre più esplicite, anche di morte, rivolte a chi quel “pizzo” richiesto non è affatto disposto a pagarlo! E la gente di Capo d’Orlando capisce immediatamente che per NON sottostare al ricatto mafioso sia necessario non già subire ma raccoglire la sfida. rendere sempre più saldi i legami della comunità. Ed ecco nascere, proprio a Capo d’Orlando, la prima Associazione nazionale antiracket. Supportata da una Giustizia, che si fa alleata e da magistrati coraggiosi, la sfida, pur se costellata da guerre intestine tra i diversi clan presenti sul territorio, è vinta. Il Bene vince sul male. Ma da allora, ricorda l’Autrice, la guardia non sarà mai più abbassata,p erchè, come diceva qualche illustre esegeta “Il fuoco cova sempre sotto la cenere”. Oggi la mafia ha cambiato conformazione, ma come ricordava Giovanni Falcone, non è stata ancora vinta del tutto. E poi ha cambiato pelle ed individuarla è forse più difficili. Ai killer,armi in pugno, che per decenni hanno insaguinato la Sicilia, uccidendo giornalisti, magistrati, carabinieri e poliziotti, si è sostituito l’altra mafia, quella dei colletti bianchi che in molti casi di quella vecchia sono gli eredi ma che si sono bellamente riciclati nella società civile; i cui figli, in molti casi si sono laureati alla Bocconi, che non hanno carichi giudiziari pendenti, che all’apparenza sono imprenditori irreprensibilii, che hanno costruito quei palazzi in cui operano ed in cui prosperano. Che riciclano, per conto terzi montagne di rifiuti, interrandoli in terreni un tempo fertili, oggi velenosamente inquinati. Ecco perchè “Pagine di vita”, che Daniela Trifilò ha scritto in tempi non sospetti e sulla scia dell’attualità, diventa un libro che guarda al presente, che ci invia a NON ABBSSSARE MAI LA GUArDIA. Pagine che ogni tanto tutti noi dovremmo sfogliare!

ROMANO TRIPODI



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