SABAUDIA, “LA BELLA ADDORMENTATA” SI E’ SVEGLIATA.lA REALTA’ E’ DESOLANTE

CAPO D’ORLANDO-Diceva e scriveva un mio caro amico e collega, Renzo Lo Noce, che per anni ha diretto a schiena dritta c rara obiettività il Tempo di Latina, coinvolgendoMi in questa bella avventura giornalistica che Sabaudia era come “Una bella addormentata”. Che viveva della bellezza del suo paesaggio, costellato di mare pulito, dune, laghgi e monti, ma che di fatto, era poco o per nulla calata nei problemi reali della gente comune ,con un’onda turistica elitaria; dove per decenni si è continuto a parlare di Moravia, Pasolini,Dacia Maraini e, poi, degli immancabili ed immarscescibili Vip, capaci, con il dio denaro di acquistare le ville abusive costruite a decine (sembra siano oltre 400 ndr9 sulle Dune del Quaternario. E di Vip, soltanto di loro, si è continuato a parlare e soprattutto a scrivere sui media, mentre i suddetti, sottraevano spiaggia e territorio ai comuni mortali e sinanche il Paesaggio, privandoci per chilometri della VISTA DEL MARE1 Ma una svolta ci fu. Ad imprimerla, a partire dalla fine degli Anni Novanta fu il generale dell’Esercito, Salvatore Armando Bellassai. Eletto Sindaco, a furor di popolo, Bellassai che era un Uomo di grande cultura umanistica, forte degli anni trascorsi come Addetto militare a Parigi, capiì che il rilancio di Sabaudia doveva essere legato ad un Binomio, Cultura-Turismo che era sino allora mancato. Favorì convegni, tesse rapporti con Roma e soprattutto favori i Garndi Eventi, soprattutto Mostre, affidandole alla orgabizzazione ed alle capacità professionali di chi, come Franceaca d’Oriano , nel Pianeta Arte aveva lavorato e vissuto E Bellassai brillò non solo come Primo Cittadino ma anche come Commissario straordinario prima e Presidente del Parco Nazionale del Circeoi, po.i. Un allora sua giovane e valido collaboratore ha ricordato in questi giorni a quelli che sono gli attuali vertici del Parco, che “scomparso Bellassai c’è stato il vuoto”.

Chi è subentrato in Comune al generale ha pensato, tra scandali e scandaletti, soltanto all’ordinaria amministrazione. Di vera cultura e di turismo trainante neppurel’ombra. Ormaianche Sabaudia viveva di poendolarismo spinto: nessuna soluzione alla viabilità ed alla mobilità; parcheggi sul lungomare intasati e sin dalla prime del mattino, all’insegna del “Tutto esaurito”Per il resto i soliti sconfortant mercatini, il mercato americano del giobedì. Reggevano i ristoranti sul mare, i chioschi diventati stabilimenti balneari mentre l’altro commercio stentava. E I cosiddetti Vip che avrebbero dobvuto costiuire una sorta di panacea per la cittadina, chiusi nelleloro dimore, poco o nulla davano a Sabaudia. Erano inproprio! Ora neppure il mantra ripetivo di uno degli ultimi sindaci, “Sabaudia è bella, come è bella Sabaudia” faceva più presa. Lo scorso luglio, in piena stagione balneare, il grido di dolore dell’Associazione commercianti. Presenze turistiche calate del 30 per cento, incassi inacapaci di sanere le perdite, complice anche il Comune. “Se non ci sarà un deciso cambio di passo, Sabaudia è destinata a morire. Molti di noi chiuderanno i battenti, abbasseranno le saracinesche e se avranno fortuna se ne andranno”, ci ha detto un negoziante di generi alimentari, un tempo tra i più corteggiati. Ma la “Bella addormentata” sarà capaci di uscire da un torpore che ci appare esiziale?

ROMANO TRIPODI



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