Mi domando dove fosse Donald Trump quando Jim Pringle, il grande fotoreporter irlandese dell’Associated Press, rischiava la vita nella guerra di Corea? E dove fosse questo strano ed improponibile inquilino della Casa Bianca quando John Miller, il capo del newsdesk della redazione romana della grande Agenzia di stampa americana nella quale ho iniziato tanti anni fa la mia carriera giornalistica, saltava in aria con la sua jeep militare per l’esplosione di una mina piazzata sul terreno dai vietcong durante la guerra del Vietnam? Ma l’elenco dei tanti colleghi che ho avuto l’onore di conoscere e con i quali ho lavorato per circa venti anni e che hanno interpretato al meglio quella libertà di stampa che è stata scritta sin dal lontano 1870 nella Costituzione americana, è lunghissimo Oggi evidentemente all’uomo che ha fatto dei dazi la sua battaglia il concetto di libertà è del tutto estraneo e rammentargli che di quella libertà ha potuto godere, proprio lui, a piene mani per arricchirsi a dismisura, è fatica decisamente sprecata. A lui che si gloria di aver “espulso” dalla Casa Bianca la più grande agenzia di stampa del mondo; dai cui dispacci inviati per telescriventi, prima, e per video poi, si sono abbeverati i media di tutti i continenti, vogliamo rammentare che qualsiasi intervento di censura, sarà destinato a fallire. Nel mondo di internet, dei social, spesso sinonimo di fake news, l’Associated Press, proprio perchè vi abbiamo lavorato, continuerà ad essere fonte oggettiva di notizie, diramate soltanto dopo quella capacità di controllarne le fonti e quindi l’attendibilità. Una lezione che abbiamo appreso dal primo giorno in cui, appena ventenni, abbiamo messo piede nella redazione romana dell’AP, a Palazzo Grazioli. Non sappiamo per quanto tempo ancora Trump riuscirà a rimanere seduto nella stanza ovale, quello che è certo è che il lattaio di Kansas City continuerà a leggere, su qeb,quotidiani on line, telegiornali di tutto il mondo le notizie della agenzia di stampa americana che negli anni ha assunto una dimensione planetaria.
Romano Tripodi
articolo pubblicato il 16 aprile 2025

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