Ho seguito per anni, a partire dagli inizi degli anni Sessanta, Nino Benvenuti in qualità di picture editor dell’Associated Press. Per la grande agenzia di stampa americana ho avuto la fortuna di condividerne, professionalmente, gli storici combattimenti con l’americano Emile Griffith, con Sandro Mazzinghi e i due, sfortunati, con Carlos Monzon che misero la parola fine ad una carriera, che nonostante quella duplice sconfitta, prima a Roma e poi Montecarlo, non intaccarono per nulla la sua fama e la bellezza delle sue imprese. Sì bellezzaperchè Nino Benvenuti resta il campione dell’eleganza pugilistica, l’esemplare umano ed agonistico di una noble art, assurta a modello di eleganza, quel modello che anni più tardi avremmo ritrovato soltanto in Cassius Clay. Oggi che Nino Benvenuti ci ha lasciatlo ci piace ricordarlo in un incontro, casuale, avvenuto una quindicina di anni fa, a Sabaudia, esattamente all’Hotel San Francesco. Della antica eleganza, dell’affabilità e della capacità di suscitare immediata simpatia nell’interlocutore, Nino Benvenuti, che sceso definitivamente dal ring, si era rinnovato, con altrettanta capacità, come commentatore televisivo in Rai, non aveva perso nulla. A cena ripercorremmo i suoi successi ed i sacrifici che quei trionfi avevano comportato. Lo trovammo quasi ringiovanito, affettuosamente legato alla nuova compagna, che gli era stata accanto nel momento in cui la sua vita aveva conosciuto, come sovente capita ai grandi campioni, momenti di amarezza. E Nino ricordava benissimo l’ampio spazio, l’attenzione con la quale gli inviati dell’Ap ne avevano seguito la carriera, con le splendide immagini che il servizio telefoto dell’Agenzia aveva distrbuito ai media di tutto il mondo. Ma quella sua presenza davanti alla chiesetta dei Templari che si affaccia su uno degli scorci più suggestivi del lago di Paola era dettata da una esigenza strettamente legata al ruolo di imprenditore, che una volta appesi i guantoni al chiodo, l’ex oro olimpico di Roma, l’ex campione del mondo dei pesi welter, prima, e dei pesi medi, dopo di era ritagliato: promuovere, anche in agro pontino, una acquaminerale che, non avrebbe potuto che essere riservata, a strutture alberghiere a quattro stelle. Un ruolo, inedito, ma che non ne sminuirà in nulla la grandezza. Ciao Nino, amico di una serata indimenticabile!
Romano Tripodi
articolo pubblicato il 20 maggio 2025

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