Quell’incontro con Milva nella bella casa che aveva acquistato per i suoi genitori a Leinì ed in cui amava rifugiarsi per godere dei suoi “Spazzapan”

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Di Milva, la cantante dalla voce inconfondibile, capace come poche di coniugare Musica e Teatro, parleranno e scriveranno in queste ore, per renderLe giusto omaggio altri colleghi che ebbero modo di seguirla, per quindici edizioni, sul palcoscenico di Sanremo o applaudirla nei suoi indimenticabili recital al Piccolo di Milano, per la regia di Giorgio Strehler, cantrice unica della poesia di Brecht. Ai miei Lettori, che bontà loro mi seguono ormai da anni, su questo blog, sorta di diario per i naviganti, alla scoperta e riproposizione di eventi inediti e quanto mai personali, legati al mio vissuto di giornalista e spesso mai resi pubblici, voglio ricordare e riproporre quel lontano incontro con la “Pantera di Goro”. Milva, che era allora quasi irraggiungibile per i giornalisti, gelosa giustamente della sua privacy, alla mia richiesta di un’intervista, che sarebbe stata corredata da un ampio servizio fotografico, mi dette appuntamento a Leinì, il piccolo centro a pochi chilometri da Torino, in cui abitavano i genitori. Per loro aveva fatto costruire una piccola ma deliziosa villetta in cui amava rifugiarsi tra una tourneè e l’altra ed in cui era solita concentrarsi prima di incidere i suoi dischi. Raggiunta in treno Torino proseguimmo in taxi per Leinì. Ad immortalare con le immagini quell’incontro sarebbe stato Carlo Maria Garacci, con il quale avevo già condiviso altre esperienze giornalistiche. Ad accoglierci fu proprio Milva che dopo averci presentato ai genitori, ci precedette nell’ampio salone della casa. Vi spiccava, al centro, uno splendido pianoforte a coda, ma a colpirci furono i quadri che ornavano le pareti. E, furono proprio quei quadri, a creare da subito, quel “feeling” senza il quale qualsiasi intervista è destinata a rimanere incolore. Intuimmo che a quei quadri Milva era particolarmente legata, che li considerava una sorta di piccolo, grande “tesoro”, che la cantante dalla splendida chioma rossa, aveva scoperto. L’autore di quei dipinti era infatti Luigi Spazzapan, un pittore scomparso qualche anno prima, e che, con colpevole ritardo, la critica accreditata a vrebbe annoverato fra gli artisti italiani più originali ed interessanti della seconda metà del Novecento. E noi che avevamo raggiunto, Carlo ed il sottoscritto ,Leinì, sicuri che avremmo parlato con la splendida padrona di casa soprattutto di dischi, canzoni, recital teatrali, finimmo per parlare di Spazzapan, quel pittore che Milva aveva scoperto e di quei quadri di cui andava giustamente orgogliosa. Martina Corgnati, la figlia di Milva, è oggi una delle più apprezzate critiche d’arte, un dna che credo abbia ereditato dalla indimenticabile Pantera di Goro.

Romano Tripodi



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