Prevenzione e sicurezza, nei disordini neofascisti di Roma sono state soltanto vuote parole

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Poliziotti in balia dei dimostranti, violenze neofasciste senza precedenti con l’attacco frontale alla sede nazionale della Cgil. La capitale d’Italia costretta alla resa per l’assoluta carenza di un piano di prevenzione, capace di garantire quella sicurezza di prossimità di cui da anni si parla. Un quadro a dir poco allarmante che avrebbe dovuto indurre il Ministro degli Interni, Lamorgese, ad assumersi la piena responsabilità di quanto accaduto presentando, immediatamente, le sue dimissioni, quale numero uno del Viminale, di quel Dicastero cioè che mai come oggi, ha dimostrato una assoluta impreparazione ed una ancor più accentuata assenza di “intelligence” e quindi di collegamento con quei Servizi che pur avrebbero dovuto sapere qualcosa su quello che Forza Nuova, all’insegna del no-vax e no al green-pass, stava tramando alle spalle e sulla pelle della maggioranza silenziosa e delle forze dell’ordine, dimostratesi assolutamente inadeguate a fronteggiare gli attacchi e gli assalti della piazza. E vedere poliziotti subire quasi impotenti le aggressioni violente della folla, sobillata dai capi di Forza Nuova o da anonimi infiltrati, ci pone interrogativi legittimi sulla loro preparazione, su chi e come la gestisca. Ed a questo proposito mi ritorna alla mente il racconto di un ispettore di polizia, compagno di viaggio in una carrozza dell’intercity Roma-Milano. Parlando del più e del meno gli chiesi quale fosse il livello di preparazione. La risposta, schietta ed amara, mi lasciò di stucco. “Caro amico, le esercitazioni di tiro le facciamo al mare. Mi spiego, il nostro bersaglio è l’acqua, contro cui dobbiamo aprire il fuoco e svuotare i caricatori!>. Voglio sperare che non sia più così mentre il ministro Lamorgese, che qualcosa avrebbe pur dovuto sapere in anticipo, chiede ai funzionari del Viminale un dettagliato rapporto su quello che è accaduto sabato scorso a Roma, alla ricerca di eventuali capri espiatori. In altre parole voleranno,come sempre, solo gli stracci.

Romano Tripodi



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