Pietro Dimiccoli, il Carabiniere con la passione per il giornalismo

Scritto il

DOPO 40 ANNI DI CARRIERA E CON IL GRADO DI COLONNELLO SI CONGEDA DALL’ARMA IL NOSTRO PREZIOSO AMICO DI PIAZZA IN LUCINA

I miei colleghi di Latina, la città in cui ha concluso la lunga e brillante carriera nell’Arma, con il grado di colonnello, già ne rimpiangono la signorile e puntuale collaborazione quale Capo Ufficio Stampa del Comando provinciale attualmente guidato dal colonnello, Gabriele Vitagliano. E possiamo comprenderli: Pietro Dimiccoli, l’amico fraterno conosciuto a metà degli anni Ottanta a Roma, ha sempre avuto la capacità di saper dosare la passione per il giornalismo, che aveva innata e che forse abbiamo contribuito ad alimentare, con il suo ruolo di militare dell’Arma, tenuto quindi a rispettare regole e rigore. Ed a distanza di 40 anni, ricordo oggi come fosse allora, il nostro primo incontro che non poteva non avere per sede il neonato ufficio stampa del Comando provinciale di Piazza in Lucina. Per me, che dopo circa trent’anni avevo lasciato l’Associated Press, poi confluita nell’Agenzia Italia, occupandomi e scrivendo quasi esclusivamente di Esteri, fare tappa in Piazza in Lucina, fu un passo obbligato. Assunto dal Giornale d’Italia avrei dovuto riempire, con l’aiuto di alcuni collaboratori esterni, le otto pagine della Cronaca di Roma, , in aggiunta a quelle della Cultura. Indispensabile quindi conoscere ed avvicinare nuove fonti e soprattutto quelle istituzionali. Ed incontrando Pietro Dimiccoli fui doppiamente fortunato; non solo perchè aveva avuto una parte attiva ed importante, su input del colonnello Ragusa, nel creare dal nulla una struttura per la comunicazione, sino allora inesistente, ma perchè, di quella struttura, il giovane Pietro, da poco promosso maresciallo, sarebbe diventato il motore. Pietro infatti non si preoccupava soltanto di dare le notizie concernenti le operazioni dell’Arma, ma faceva in modo che, quando era possibile, le notizie fossero corredate dalle relative immagini. E se qualche giornalista era occupato a scrivere in redazione-come capitava spesso al sottoscritto- Pietro non esitava ad inforcare il suo motorino ed a portare personalmente le foto. Un ruolo che non lo sminuiva affatto ma che finiva per renderlo partecipe alla stesura di articoli che avrebbe visto pubblicati e che avrebbero dato il giusto risalto all’Arma.

Si dice, giustamente, che per riuscire nella vita, nella professione o nella carriera che si è scelta per passione, occorra anche una buona dose di fortuna. E non c’è dubbio che la fortuna dell’allora giovane maresciallo Dimiccoli, sia stata quella di avere avuto come comandanti, in quel di Piazza in Lucina, ufficiali che avrebbero fatto la storia dell’Arma, contribuendo alla sua trasformazione in Forza Armata. Parliamo di Baldo Favara, Leonardo Gallitelli, Corrado Borruso, Vittorio Tommasone. A loro Pietro ha sempre guardato con rispetto e con il desiderio forte, e realizzato, di emularne la fedeltà all’Arma ed alla Patria, con una capacità operativa indiscussa che avrà modo, negli anni, di dimostrare come Comandante di Compagnia.

A Pietro, che in questa sua seconda vita, avrà modo di godersi pienamente la bella famiglia, e soprattutto i due figlioli ancora fanciulli, l’augurio dell’amico Romano è quello di conservare intatta la sua disponibilità verso gli altri ed “il giovanile entusiasmo” come lo ha definito il colonnello Vitagliano che ha avuto modo, in questi anni ,di conoscerlo ed apprezzarne le doti umane e professionali!

Romano Tripodi



Lascia un commento