Per vaccinarsi contro il covid19 basterà uno spraynasale

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Abbattere la catena del freddo, e tutto quanto essa comporta in termini di costi e difficoltà operative, facendo in modo che il vaccino anti-covid, sia esso AstraZeneca, Pfzeir, Moderna o Johnson, possa essere iniettato mediante un semplice spray nasale. E’ l’obiettivo che impegnerà per tutto il 2021 ed il 2022 i ricercatori della Oxford University guidati dalla dottoressa Sandy Douglas, che del progetto è la Clinician Scientist a Chief Investigator. La prima fase dello studio coinvolgerà trenta volontari, dai 18 ai 40 anni, tutti residenti nella regione di Oxford. A ciascuno di essi sarà iniettato, mediante spray nasale, lo stesso vaccino, contrassegnato dalla sigla ChAdOx1nCoV-19, che viene attualmente somministrato, mediante iniezione, per via intramuscolare. <Noi speriamo che da questa prima fase embrionale dello studio si possano porre le premesse per ulteriori e più ampie ricerche indispensabili per accertare che la somministrazione del vaccino mediante questa nuova tecnica offre le stesse protezioni immunitarie dalla infezione da corona virus> spiega la dottoressa Sandy Douglas. E non sfuggono a nessuno gli enormi vantaggi che comporterebbe un sistema di vaccinazione anticovid del genere, una volta realizzato. Oltre a risparmiare sui costi sarebbe ad esempio applicabile per qualsiasi altra campagna di vaccinazione, a partire da quella antiinfluenzale.

<Siamo di fronte, indubbiamente, ad un nuovo ed entusiasmante approccio in materia di gestione del vaccino anticovid 19. Potremo comprendere innanzitutto se iniettare mediante spray nasale il vaccino Astrazeneca, creato nei laboratori di Oxford, comporterà effetti collaterali e quali> aggiunge il dottor Meera Madhavan, Capo Ricercatore dello Jenner Institute mentre il professore Adrian Hill, Direttore dello stesso istituto, ritiene che avere a disposizione un vaccino che possa essere inalato mediante uno spray ne garantisce una utilizzazione anche per le infezioni asintomatiche. In altre parole nella prevenzione della malattia.

Romano Tripodi



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