Papa Francesco strattonato, un inquietante buco nella sicurezza

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L’episodio di cui è stato vittima e protagonista al tempo stesso Papa Francesco, strattonato da una donna ansiosa di abbracciarlo o stringergli la mano a San Pietro, ha suscitato commenti più perla reazione, umanamente comprensib ile del Papa, che si è peraltro ,limitato a dare all’esagitata di turno un paio di schiaffetti sulla mano, che per quello che il fatto in se stesso configura. Che una persona possa avvicinare il Papa, bloccarlo, impedendogli di muoversi, anche se per il tempo limitato, sta a denunciare un inquietante buco nell’apparato di sicurezza, in quegli uomini della rinnovata Gendarmeria Vaticana,che dovrebbero evitare, creando una sorta di cordone sanitario, qualsiasi contatto fisico pericoloso tra il Pontefice ed i fedeli. Ad osservare le immagini dell’episodio incriminato si ha la sensazione che il momento topico sia sfuggito all’attenzione delle guardie del corpo, rimaste qualche passo indietro rispetto a Papa Francesco, proiettato, come suo solito verso la folla. Non sta a noi fare raffronti con il recente passato siamo certi che con Domenico Giani l’ex Capo della Gendarmeria e responsabile in primis della Vita del Papa, un fatto simile non si sarebbe mai verificato. Una falla che acuirà nel Papa , che lo ha avuto per anni al suo fianco ed alle sue spalle, il rimpianto per averlo frettolosamente congedato e proprio per averlo voluto proteggere da quanti, in Curia, non hanno mai fatto mistero della loro profonda avversione nei confronti di Francesco.
Romano Tripodi



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