Probabilmente non è solo una coincidenza che l’attacco terroristico di Hamas ad Israele, con la barbara e feroce presa di ostaggi inermi, sia avvenuto in ottobre, vale a dire proprio nel mese che nel 1973 segnò l’inizio della guerra del Kippur che si concluse, grazie alla mediazione diplomatica degli Stati Uniti, il 25 ottobre. A caratterizzare allora come oggi il quarto conflitto arabo-israeliano, fu l’effetto sorpresa che colse assolutamente alla sprovvista il Mossad e gli stessi servizi segreti americani. L’attacco sferrato via terra dagli eserciti di Siria ed Egitto contro l’esercito di Tel Aviv ebbe un effetto devastante sia in termini di vite umane che di perdita di territorio. A determinare la vittoria pesante, seppur soltanto iniziale, delle truppe del Cairo e di Damasco, furono soprattutto i missili Sam-6, forniti da Mosca, che nelle mani di due eserciti perfettamente addestrati, impedirono ai soldati israeliani di approntare una adeguata ed immediata controffensiva, ignorandone addirittura l’esistenza nelle mani del nemico. Ed è proprio qui che entra in ballo l’inaspettato flop del Mossad e del controspionaggio israeliano. Perchè dell’esistenza dei missili Sam sovietici e delle puntuali forniture a Damasco, a partire dagli anni antecedenti l’inizio della guerra del Kippur, il Mossad, avrebbe dovuto essere a conoscenza. Chi si sarebbe trovato in quegli anni nei porti siriani, ed in particolare a Latakia, avrebbe potuto assistere all’andirivieni di navi mercantili sovietiche dalla quale venivano scaricati sul molo, con l’impiego di gru, enormi silos, all’interno dei quali erano allineate le nuove e micidiali armi letali. E se qualcuno avesse avuto dubbi sul contenuto di quei silos sarebbe stato sufficiente osservarle con apparecchiature agli infrarossi, di cui i servizi israeliani erano abbondantemente dotati, per scoprire la verità e probabilmente evitare l’effetto sorpresa che fu, come abbiamo detto, devastante.
Romano Tripodi

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