La corsa ad handicap di Enrico Letta

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Ancora non mi spiego , e probabilmente non ci riuscirò mai, cosa abbia indotto Enrico Letta e parte del Partito Democratico, ad inserire nella coalizione del centro sinistra, ma forsesarebbe meglio dire della sinistra, che dovrà contrastare il cartello del centro destra , alle politiche del 25 settembre, il segretario nazionale della Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni ed il coportavoce di Europa verde Angelo Bonelli. Di Fratoianni ignoro i trascorsi politici e parlamentari ma non così di Angelo Bonelli che pur essendomi occupato come giornalista soprattutto di politica estera, terza pagina e cronaca nera, ho seguito nel lungo ed altalenante impegno di ambientalista della prima ora. In quella dapprima sparuta e poi relativamente folta pattuglia di Verdi che si erano riproposti la salvaguardia dell’ecosistema che di fatto, ligi alle politiche del No, hanno contribuito a rendere insoluta l’emergenza rifiuti, a non offrire soluzioni idonee all’erosione delle nostre spiagge e delle nostre coste, senza nulla fare, concretamente, per bloccare la cementificazione di paesi e città. Ed i Verdi che avrebbero potuto e dovuto essere il valore aggiunto del Belpaese, sono via , via spariti, a differenza di quanto avveniva nel resto dell’Europa. Ed oggi che Enrico Letta inserisce il “sinistro”Fratoianni e l’ex ambientalista di razza Bonelli, nelle sue liste elettorali, mi chiedo il perchè di una sc elta suicida e mi domando perchè mai un italiano debba votare per due esponenti politici con questi trascorsi e che soprattutto sono da sempre in rotta di collisione proprio con quel Pd che ha deciso di imbarcarli, per scongiurare una sconfitta che a leggere questi, ed altri nomi, si profila minacciosa, alimentata anche da una certa presa di distanza dall’agenda Draghi.

Romano Tripodi



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