La candidatura Boschi è un suicidio politico del Pd

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Scrivevamo alcune settimane fa su questo blog che lo scandalo della banca Etruria, con il convolgimento più o meno diretto del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi, avrebbe finito per condizionare la campagna elettorale della consultazione politica del 4 marzo prossimo. E non c’eravamo sbagliati anche se in queste ore a pagare pegno è soprattutto il Partito Democratico, o meglio l’ala renziana del partito, che nonostante i “rumors” ha continuato a fare muro sulla Boschi, sino a darle la possibilità di essere rielietta in Parlamento offrendole un collegio blindato in Alto Adige. Ma la “mossa” non è affatto piaciuta all’ala del partito che si riconosce nel Ministro della Giustizia, Orlando che ne ha denunciato l’inopportunità, considerandola una indebita gratificazione. E’ pur vero che la Boschi non è stata indagata per il fallimento della banca aretina che ha gettato sul lastrisco migliaia di correntisti e piccoli risparmiatori e che le colpe dei padri non possono ricadere sui figli ma è indubbio che proprio per rispetto di quei risparmiatori, che difficilmente rivedranno i loro soldi, bene avrebbe fatto Renzi a “congelare” la candidatura della sua protetta o, nella migliore delle ipotesi, impegnarla in un collegio senza paracadute, magari proprio in terra di Arezzo!

Romano Tripodi



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