Il mio incontro con Pupetta Maresca negli studios della Romana Film di Fortunato Misiano

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Non ho mai saputo perchè Fortunato Misiano abbia voluto che ad immortalare l’esordio cinematografico di Pupetta Maresca, negli uffici della Romana Film, la sua casa di produzione, fosse l’Associated Press, la grande agenzia di stampa americana che mi aveva assunto come picture editor nel 1961 della redazione esteri e che di camorra non si era mai occupata. Ma nella vita e nel lavoro è spesso la casualità a muovere le fila. Fatto sta che all’appuntamento concessoci in esclusiva da Misiano, negli studi di via Asmara, cuore del Quartiere Africano, ci presentammo in due, il sottoscritto, che allora aveva poco più di venti anni e Jim Pringle, uno dei grandi fotoreporter dell’Ap, irlandese purosangue, che conclusa la guerra di Corea e lasciata la sede centrale di Rockfeller Plaza, a New York, era stato trasferito a Roma per immortalare con la sua Nikon il Papa ed occuparsi dei grandi divi, in maggioranza americani, che avevano iniziato ad arricchire con la loro presenza e le loro partecipazioni, il pianeta Cinecittà. Ed era proprio questo il motivo che aveva indotto Jim, ad accompagnarmi alla Romana Film. Era il 1967. Due anni prima Pupetta Maresca era uscita dal carcere di Poggioreale dopo aver scontato dieci dei tredici anni che la Corte D’assise di Napoli le aveva inflitto per aver ucciso, scaricandogli addosso l’intero caricatore della sua Smith&Wesson, Antonio Esposito, che riteneva il mandante dell’assassinio del marito Pasquale Simonetti, detto Pasqualone e’Nola, uno dei boss della camorra napoletana. Nel nostro colloquio, Misiano che era riuscito a convincere Pupetta Maresca a girare “Delitto a Posillipo”, film diretto da Renato Parravicini, non nascose la legittima soddisfazione per quello che riteneva un vero e proprio “scoop” cinematografico. Unica condizione postaci che non avremmo dovuto rivolgere domande “personali” alla protagonista. Qualche minuto d’attesa ed apparve Pupetta. Per cambiarsi d’abito aveva avuto a disposizione una piccola stanza della Romana Film e lì la “sorprese” Jim Pringle, intenta a cambiarsi una calza scucita. Della diva, tan tomeno di quelle autentiche bellezze che il mio amico e collega irlandese, compagno da alcuni anni di Tamara Lee, non aveva assolutamente nulla. Piccola, fisico minuto, senza un filo di trucco, Pupetta, che aveva allora 33 anni, non sfondava, come allora come oggi si usa dire, l’obiettivo. Di lei cogliemmo una innata dolcezza, così distante dallo stereotipo, che i media, per anni le avrebbero affibbiato indicandola come la donna della camorra per antonomasia, la vendicatrice spietata di Pasqualone e’Nola sposa di Ammaturo, altro boss della camorra. Dal punto di vista di Jim fu un incontro un po’ deludente e questo forse spiega perchè delle immagini da lui scattate si perse presto memoria e non ricordo, a distanza di tanti anni, se vennero distrib uite o meno agli abbonati dal ricco servizio fotografico internazionale dell’Associated Press. Ma anche il film “Delitto a Posillipo” non ebbe molta fortuna. Osteggiato dalla grande distribuzione fu proiettato in centri minori segnando l’inizio e la fine della carriera cinematografica di Pupetta Maresca.

Romano Tripodi



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