I “superpagati”Rai si ribellano al “tetto”, ma forse è una fortuna….

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Pensiamo realmente che rinunciare ad Antonella Clerici ed alla sua “Prova del cuoco”, o fare a meno dei “pacchi” distribuiti a piene mani, ogni sera, da Flavio Insinna, paladino, a suo dire, dei più deboli, possa essere causa di stress e di delusione cocente per i telespettatori italiani? O che possa tradursi in notti insonni l’impossibilità di seguire il sempre più soporifero” Porta a Porta” di Bruno Vespa o Lucia Annunziata e la sua “In Mezz’ora”? Se non lo pensiamo, come ragione e capacità di analisi suggerirebbero, dovremmo condividere con entusiamo la decisione dei “vertici” Rai di fissare in 240mila il tetto massimo dovuto agli artisti e conduttori interni. L’aria di contestazione, più o meno palese, con la quale le “stelle” di viale Mazzini e Saxa Rubra hanno immediatamente reagito all’ipotetica e drastica riduzione dei loro emolumenti, consentirebbe a Campo dell’Orto, di avviare, finalmente e concretamente, quel piano di rinnovamento e soprattutto di revisione a 360 gradi e, naturalmente per difetto, delle spese elefantiache sostenute da Mamma Rai per programmi di medio livello e di scarso share e per chi li ha ideati o condotti. Risparmi che potrebbero essere dirottati sulle reti digitali, a partire da quella “Rai Storia” che rimane il miglior esempio di servizio pubblico, rispondendo a quella sana distribuzione di cultura e di approfondimento che al Servizio pubbli co continuiamo, predicando nel deserto, a chiedere.

Per condurre la sua “Prova del cuoco” Antonella Clerici ha firmato un contratto, in esclusiva per 2 anni, per un compenso di 3 milioni di euro lordi, pari ad un milione e 500mila euro all’anno, Per spaziare tra un pacco e l’altro, in “Affari tuoi “,Flavio Insinna percepisce un milione e 420mila euro l’anno. E non ha motivo di lamentarsi neppure Lucia Annunziata che guadagna più di un qualsiasi direttore di una grande testata giornalistica, 1 milione e 380mila  euro con contratto in scadenza nel 2019!

Bruno Vespa, che sembra sia stato il più sollecito a contestare, definendolo illegittimo il tetto, ascoltato il parere di due avvocati, si consola con un milione ed 800mila euro all’anno e poco importa se il suo “Porta a Porta” abbia perduto molto dello smalto originario.

Tra quanti non hanno gradito il “biscotto” di Campo dell’Orto c’è Fabio Fazio che non esclude di “mettersi in proprio”, di essere il produttore di se stesso, pur di non piegarsi alle decisione di una Rai che in tanti anni gli ha dato moltissimo, non soltanto in termini di guadagni ma anche di crescita professionale, passando da imitatore di Gianni Minà, a conduttore-intervistatore corteggiatissimo! Ma la riconoscenza non è di questo mondo e tantomeno del pianeta-Rai.

Romano Tripodi



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