Una manciata di voti, appena 180, negano a Giada Gervasi, il trionfo costringendola, con una maggioranza del 48,18 per cento e 4908 preferenze ad andare al ballottaggio dove avrà come avversario Giovanni Secci, costretto ancora una volta a rincorrere. Il candidato di Forza Italia e di altre quattro liste apparentate, nonostante la “benedizione” in estremis di Silvio Berlusconi, è stato praticamente doppiato dall’ex consigliera di Cittadini al Lavoro. Si è fermato a quota 2524, pari al 24,78 per cento delle preferenze. Ma l’insuccesso netto di questa prima tornata elettorale non gli impedirà di rilanciare, nel tentativo, sulla carta e nei numeri disperato, di sovvertire il pronostico, nella speranza, coltivata da una vita e sinora vana, di poter diventare il sindaco di Sabaudia. Già battuto, e proprio al ballottaggio, da Maurizio Lucci nella precedente consultazione, l’ex vice sindaco già assessore al Turismo, potrebbe avere in Pasquale Capriglione, l’assist politico indispensabile per accorciare le distanze da Giada Gervasi. Il candidato di Amare Sabaudia, diventato in virtù di una ritrovata e strumentale concordia, l’uomo di Lucci, che lo ha affiancato con una sua lista civica, ha totalizzato 1725 voti, che potrebbero essere quanto mai utili a
Secci . Ma perchè il disegno politico si avverri è necessario che Lucci sia d’accordo. Che dimentichi di avere considerato Giovanni Secci come l’avversario storico per antonomasia, con la stessa disinvoltura con la quale in questo primo turno delle amministrative ha strumentalmente dimenticato, di aver dovuto subire, in tempi non lontani, il “tradimento” di Pasquale Capriglione, divenuto il fedele alleato di Secci, per poi riscoprire a sua volta nell’ex sindaco, il suo mentore. Del resto è palese che senza l’appoggio e la discesa in campo di Maurizio Lucci, Capriglione, che può contare su un “tesoretto” personale di qualche centinaio di voti, non avrebbe mai potuto sfiorare quel 17 per cento di preferenze che lo pone in una posizione di forza nei confronti di Secci che senza quei voti, andrebbe incontro ad un secondo ko nell’arco di quindici giorni, un esito esiziale che potrebbe significare la fine della sua carriera politica. Epilogo al quale sono giunti Amedeo Bianchi ed il suo Pd che con 297 voti, pari al 2,92 delle preferenze, è stato il meno votato dei cinque candidati sindaco. Meglio di lui hanno fatto sia Roberto Bordignon del Movimento Libera Sabaudia (ma da chi se non da loro?) con 366 voti, pari al 3,53 per cento, ed il candidato del Movimento 5 stelle, Massimiliano Fantini, che ha ottenuto 372 preferenze.
A Giada Gervasi, che ha vinto grazie anche ad una squadra coesa, unita dal desiderio di restituire a Sab audia, quel posto al sole che merita, il compito di chiudere definitvamente il 25 giugno la partita e di cominciare a lavorare per il bene dell’intera cittrà e dei suoi concittadini, smentendo le nefaste e preoccupanti recenti analisi del Censis, che vogliono la maggioranza dei politici italiani interessarsi soprattutto delle “cose loro”.
Romano Tripodi

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