Corona virus, il “Cotugno” di Napoli quell’eccellenza sanitaria scoperta da inglesi ed americani

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Della sanità campana ci erano rimaste sino a poco tempo le immagini trite e sconsolanti di pazienti allineati nei pronto-soccorso su improvvisate barelle o ancor peggio aggrediti nei letti dalle formiche. Ed al diffondersi del corona virus furono i molti a chiedersi che fine avrebbero fatto la Campania ed il Meridione in genere, assaliti dall’onda d’urto della pandemia. Quadro reso ancora più fosco dal fenomeno dell’assenteismo del personale medico e paramedico, da protocolli poco o per nulla convincenti! A partire dall’idea di curare i malati affetti da corona virus, in particolare quelli in più gravi condizioni con polmoni ormai compromessi, con un farmaco sino allora somministrato esclusivamente a pazienti affetti da artrite remautoide. Ebbene grazie a quel farmaco, sperimentato per la prima volta all’ospedale Cotugno di Napoli, si sono cominciate a registrare le prime, conclamate guarigioni e comunque gli accertati miglioramenti tra i pazienti in terapia intensiva. Ma dal momento che “nemo propheta in patria” ad accorgersi della prima importante scommessa vinta nella lotta al corona virus dalla sanità campana sono stati gli “altri”, a partire dai medici inglesi. In questi giorni “Sky Uk” ci svela l’altra metà del cielo e definisce il “Cotugno” “Il migliore ospedale in Italia nella lotta al corona virus”. L’unico, aggiunge Sky Uk, dove non esistono medici infettati, e ne spiega il perchè.

“….All’ospedale Cotugno, specializzato in malattie infettive, che ora tratta solo pazienti Covid19, guardie di sicurezza sorvegliano i corridoi. Entrando, passiamo sotto un macchinario di disinfezione che sembra lo scanner di un aeroporto ma che ti pulisce completamente. Mentre il diffondersi dell’epidemia ha colto tutti di sorpresa nel nord ed il personale medico si è trovato senza protezioni, le cose in questo ospedale sono andate diversamente”. E passando alla descrizione di una delle Unità Intensive del Cotugno, Stuart Ramsay, corrispondente di Sky per l’Inghilterra, parla di “Un livello completamente differente di quanto visto finora….Lo staff che assiste i pazienti indossa maschere super avanzate, simili a maschere antigas, diverse da quelle normalmente indossate negli altri ospedali…e ci rendiamo conto che tenere al sicuro il personale sanitario è possibile. E quello che ci preme sottolineare è che le severe regole di separazione tra materiale infetto e pulito vengono seguite da tutti e le guardie di sicurezza nei corridoi di connessione lo ricordano qualora ci sia qualcuno che lo dimentichi”.

Romano Tripodi



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