Circeo, svegliarsi una mattina e trovarsi con 32 migranti ospiti a sua insaputa

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Per Giuseppe Schiboni, attuale sindaco di San Felice Circeo, è stata decisamente una sorpresa! Nello svegliarsi stamane per raggiungere come sempre il suo ufficio in Comune ha appreso più per vie ufficiose che ufficiali che la popolazione della sua bella e ridente cittadina, era aumentata di trentadue unità! Non si è trattato di nuovi nati, perchè in questo caso avremmo potuto parlare di miracolo e di controtendenza demografica, ma di un folto gruppo di migranti che, in base al disposto della Prefettura, avevano preso possesso della struttura data in gestione ad una cooperativa di Terracina e situata sul territorio comunale. Immobile di cui al momento si ignora dove esattamente si trovi; se sia di proprietà privata o se si tratti di uno dei tanti beni sequestrati alla criminalità organizzata, alcuni dei quali vennero pignorati anni fa proprio a San Felice Circeo, in attesa di una improbabile riutilizzazione pubblica. L’episodio, che ha contorni e sapori fantozziani, è emblematico del caos che continua a caratterizzare il dramma e la tragedia dei migrantes. Mentre il neo ministro dell’Interno Matteo Salvini, minaccia fuoco e fiamme contro chi osi imbarcali su navi con rotta verso il Mediterraneo e l’Italia, con paventata chiusura dei nostri porti, il povero sindaco Schiboni si trova a fronteggiare la presenza, in piena stagione estiva, di questi trentadue ospiti,decisamente inattesi. Chiamato a gestire, senza preavviso alcuno sembra, una piccola emergenza che dimostra ancora una volta come i sindaci, piccoli o grandi che siano le rispettive amministrazioni, si trovano spesso a subire veri e propri diktat burocratico-amministrativi, senza poter far valere, anche nei confronti degli elettori e concittadini, quella fascia tricolore, che sono tenuti ad indossare nelle occasioni solenni.

Romano Tripodi



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