Accendere la comunicazione tra il mondo dell’autismo ed i bambini, sollecitandone la sensibilità, attraverso il godimento di immagini, colori, disegni, in altre parole tutto ciò che si pone come espressione artistica, incoraggiandoli a mettersi in contatto con gli altri attraverso la forza e l’impatto delle loro emozioni e non soltanto attraverso la parola. E’ questo il tema ed il percorso psicopedagogico, che può diventare una vera ed innovativa terapia, tracciato dalla senatrice Paola Binetti e dai suoi collaboratori in “Autismo-un futuro nell’arte, l’opera che in qualità di presidente del comitato scientifico dell’associazione culturale “Medicina e Frontiere”, l’Autrice presenterà alla stampa, agli addetti ai lavori ed al pubblico, il 14 ottobre 2019 presso l’Istituto Don Sturzo, a Roma.
Ne parleranno con Paola Binetti, in veste di altrettanti relatori, Magda Di Renzo, analista junghiana; Virginio Mollicone, fondatore di Ultrablu e l’artista Paola Grossi Gondi. A moderare Clara Iatosti, giornalista e conduttrice di Tv2000.
La diagnosi dell’Autismo è da sempre associata ad una sindrome complessa ed eterogenea che crea profondo disagio non soltanto nel bambino che ne è affetto ma anche nel contesto familiare in cui è inserito con immediate ripercussione nell’ambiente in cui il bambino autistico vive, a cominciare dalla scuola. Ampie zone d’ombra che vanno ad alterare soprattutto i registri comunicativi e che proprio l’arte può contribuire in parte a diradare. Con le sue immagini, spiega Paola Binetti, può infatti provocare e sollecitare l’interlocutore ad entrare in scena, nei disegni, anche quando non è stato lui a disegnare. In altre parole può emozionarlo e coinvolgerlo direttamente nello scorrere quotidiano della vita.
L’arte fa cerniera tra chi disegna e chi guarda; ognuno pone in gioco la propria soggettività ed anche il più elementare dei giudizi. Mi piace o non mi piace, diventa fonte di accettazione o di rifiuto, di inclusione e di arricchimento. L’oggetto d’arte prodotto da uno e recepito dall’altro, crea una dualità densa densa di significato per entrambi; aiuta a ristabilire una nuova unità. Se io capisco ciò che disegni, ciò che crei, sono meno solo nel mio isolamento. Ci unisce infatti qualcosa che tu hai creato e che io contemplo.
Romano Tripodi

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