16 marzo 1978, 45 anni fa la strage di via Fani ed il sequestro Moro, la presenza del boss della ‘ndrangheta

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E’ deserta via Fani la mattina del 15 marzo 1978, 24 ore prima della strage di via Fani e del sequestro di Aldo Moro. Non c’è traccia del fioraio Spiriticchio che con il suo Ford Transit è solito sostare all’incrocio con via Stresa. Si è detto e scritto che gli autori della strage gli abbiano squarciato le gomme la notte precedente. E quella mattina è chiuso anche il Bar Olivetti, al civico 109 di via Fani. Non già per “lavori in corso” ma per la dichiarazione di fallimento pronunciata l’8 luglio 1977 dal Tribunale di Roma. In evidenza soltanto le piante prospicienti il bar dietro le quali, i brigatisti avrebbero atteso le vittime designate,

Ma oggi,a distanza di 45 anni, ci sono seri dubbi che quelle fioriere fossero in grado di offrire un valido riparo al gruppo di fuoco che alle 09,05 del 15 marzo 1978, avrebbe trucidato, con millimetrica precisione e tempistica militare, i cinque uomini della scorta dello statista democristiano. Eppure in quella assolata mattinata primaverile del 15 marzo 1978, c’è qualcosa, o meglio qualcuno che anima, per pochi e fuggevoli attimi, il silenzio irreale di via Fani. A tradirlo è l’abbigliamento. Nonostante il caldo indossa un giaccone di finta pelle ed una coppola. Ma l’uomo , sentendosi osservato, da chi sosta davanti al bar chiuso, in attesa dell’autobus, e che viene distratto dalla vista di una cameriera che, in precario equilibrio su un davanzale è intenta a pulire i vetri di una finestra, riesce ad eclissarsi, probabilmente infilandosi nel portone di un palazzo vicino. Quell’uomo non è però uno sconosciuto: si chiama Antonio Nirta ed è il potente boss della ‘ndrangheta di San Luca.

Nirta avrebbe avuto, negli anni ’70, legami inconfessabili con un ufficiale dell’Arma, Francesco Delfino, poi diventato generale dei Servizi. La presenza di Nirta in via Fani 24, ore prima della strage, non sarebbe casuale. Secondo il “pentito” di ‘ndrangheta Saverio Morabito, giudicato dai magistrati di “assoluta attendibilità” Nirta sarebbe stato uno degli esecutori materiali della strage di via Fani.

Romano Tripodi



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