ADDIO AD UMBERTO PIZZI

FOTOREPORTER DI RAZZA, AMICO INDIMENTICABILE

ROMA-Ricordare UMBERTO PIZZI, nel giorno della sua scomparsa, èl’occasione per celebbrarne, senza enfasi, la sua grande professionalità, l’abilità di un fotografo a tutto campo, direi di più, di un fotoreporter che ha messo la sua macchina fotografica a servizio di un giornalismo di inchiesta, scandito da passione e coraggio; che ci ha raccontato molto dell Dolce Vita romana ma che è stato anche capace, in epoca non sospetta di andare sui campi di guerra mediorientali. E’ stato il primo e forse l’unico ad esempio ad entrare nei campi di addestramento della Cecoslovacchia dove venivano militarmente istruiti ed equioaggiati i guerriglieri palestinesi di Arafat.

Quando, in qualità di Picture Editor dell’Associated Press ebbi occasione di conoscerlo inella radazione di Piazza Grazioli, ci fu immedita empatia. Cantone della Dolce Vita romana, Umberto è andato sempre oltre. Dei piccoli e grandi eventnmi, con un occhio sempre attentmo alla attualità, anche se costtante, Umberto non si è mai fatto mancarenulla, giornalisticamente parlando. Insieme, ad un altro grande fotografo, Armando Pietrang eli, debbo vita, al civico 126 di via Monserrato, a pochi passi da via Giulia, ad uno studio con relativo laboratorio fotografico. A me il compito di scrivere gli articoli che avrebbero corredato le loro immagini ad Umberto ed Armando, che erano profondamente diversi, quelli di offrire il meglio della loro professionalità con Pietrangeli, decisamente più porato per il mondo del cinema e dello spettacoli con le tante incursioni, insieme a Marceklo Geppetti ed allo stesso Umberto, in Sardegna dove ebbe la fortuna di cnoscere il marchese Donà delle Rose e di diventarne lo stretto collaborator.

Alla metà degli ANNI 70, giunse in esilio, in Italia, con la moglie Anna Maria, la Regina Madre Federica e i bambini, Re Costantino. Avrebbe trascorso le sue prime vacanze italiche, in Maremma, in una villa superprotetta, frequentta anche dal futuro Re di Spagna, Juan Carlos. L’occasione attesa per rirtarli al mare. Ma non era facile. La Fenicia, la spiaggia di Porto Ercole, ad essi riservata era naturalmente off limits per qualsiasi estraneo, fotoreporter in primis. Ma Umberto non si scoraggiò e decise un piccolo “blitz” dal mare. Noleggiò una piccola imbarcazione con motore 2 cavaklli in modo da limitarne il rumore; si acquattò, con il sottoscrittno, sul fondale e riuscì a scattare immagini che le riviste patinate di allora non si vollero perdere. Poi ci fu, un secondo capitolo. Rientrato sulla terraferma Umberto, inesauribilel, decise di dare un occhiata alla villa in cui soggiornavano i Reali di Grecia. E l’ occhio esperto colse una scena unica: la Regina Madre, in nude look, mentre si cambiava il costume. Un servizio sul quale avevamo fatto affidamento ma che nessuna rivista o tantomeno quotidiano volle mai pubblicare. Incerti del mestiere che non coraggiarono mai Umberto. Addio GRANDE AMICO1

ROMANO TRIPODI



Lascia un commento