CAPO D’ORLANDO-Il 6 maggio del 1955 veniva ucciso dalla mafia, nelle campagne dei Nebrodi, un giovane sindacalista, Salvatore Carnevale. Aveva soltanto 31 anni e secondo i suoi assassini, un unico grande torto:essersi battuto per la dignità di quei contadini ai quali apparteneva; per i loro diritti; perchè non dovessero più mendicare per quel poco che ad essi spettava. MaSalvatore pagava soprattutto con il suo sangue il coraggio di non essersi mai piegato ad intimidazioni e minacce, ad estorsioni e prevaricazioni. Una battaglia che non si estinse con la sua morte perchè a continuarla, con immutato coraggio, fu la madre Francesca Serio, un ‘umile contandina, che per anni ne avrebbe ereditato l’impegno sociale, il senso di libertà e giustizia. A Salvatore Carnevale è intitolao da anni un Ptemio prestigioso che in questa edizione è stato conferito all’ex Ministro della Difesa, Salvò Andò. quale ambasciatore di legalità.
Ed è proprio ispirandosi a quel giovane sindacalista ucciso settanta anni fa dalla mafia che Francesco Calanna, presidente del Gal Nebrodi Plus, ha organizzato, al Palacentenario di Capo d’Orlando, il Convegno “Noi da che parte siamo?. Un titolo volutamente provocatorio rivolto a tutti i siciliani e non solo, per chiamarli a condividere i valori di Salvatore Carnevale e rendeRe al contempo omaggio alle centinaia, migliaia di vittime innocenti di una Cosa Nostra diventata negli anni sempre più feroce e spietata. mAGISTRATI, GIORNALISTI, uomini delle Forze dell’Ordine; imprenditori che non avevano ceduto alla richieste estorsive.
Di spessore istituzionale le figure dei Relatori che non sono rimasti sordi nè tantomeno indifferenti all’invito di Francesco Calanna: Vito Lo Monaco, Presidente emerito del Centro Studi “Oio La Torre”; il Prof. Carmine Pinto, Professore ordinario di storia contemporanea presso l’Università degli Studi di Salerno, che ha dato un particolare e profondo apporto al dibattito; l’on. Antonello Cracolici.Presidente della Commissione parlamentare antimafia dell’Assemblea regionale siciliana, che nonostante i supercarichi di lavoro a Palermo, non ha fatto mancare la sua voce ai tanti giovani allievi delle Superiori presenti in aula. Alla figura di Salvatore Carnevale il presidente ha accostato quella di Giovanni Impastato, altro sindacalista che verrà barbaramente ucciso da cosa nostra, facendolo saltare in aria sui binari della ferrovia.due sindacalisti uccisi dalla mafia, da quella mafia, che ha ricordato il preisdente, dopo aver ucciso le vttime designate, ne infangava la memoria, quasi a volerne giustificare davanti all’opinione pubblica, le uccisioni.
ROMANO TRIPODI

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